Amici di Gambrinus

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Gli amici di Gambrinus

GambrinusAgli inizi della sua storia (stiamo parlando della fine degli anni ‘90), l’Università della Birra non era una birreria aperta al pubblico, ma un circolo privato di amici animati dalla comune passione per la spumeggiante bevanda. Si trattava degli “Amici di Gambrinus”.

Oggi, che il locale è finalmente aperto al pubblico ogni sera, il gruppo di birrofili Amici di Gambrinus continua a vivere come grande comunity, anche on line!

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Ma chi è Gambrinus?

Gambrinus: cavaliere, birrario, duca o errore di stampa?

Per chi ama la birra e la sua cultura, il nome di Gambrinus non riesce nuovo. Quando però si tratta di entrare nei dettagli e di saperne di più, cominciano i punti interrogativi: c’è chi confessa candidamente di non saperne nulla, c’è chi si inventa storie puntando sulla presunta ignoranza del suo interlocutore e chi infine dà notizie abborracciate attinte da fonti non si sa quanto attendibili.

Una cosa è chiara: Gambrinus è collegato alla birra così come Bacco lo è al vino. Ha poca importanza se sia santo protettore, divinità nordica o mitico mastrobirraio. L’importante è che Gambrinus, nelle varie immagini che lo ritraggono, brandisce sempre in mano un boccale di birra.

Quando si parla di Gambrinus, storia e leggenda si mescolano, creando quell’alone di mistero che rende la mitica figura non solo interessante, ma anche affascinante.

Carlo MagnoUn umanista, Johannes Turmais detto Aventinus, narra nei suoi “Annales Bajorum” che Gambrinus fosse il figlio di Marsus, un re germanico dell’era precristiana noto come un grande tracannatore di birra. Gambrinus, che tra l’altro la leggenda vuole fondatore del porto fluviale di Amburgo, fu un re ancor più illuminato di Marsus ma altrettanto strenuo sostenitore di brindisi birrari. Una leggenda recita che Gambrinus fosse addirittura il birrario della corte di Carlo Magno, quindi fa risalire la sua esistenza al IX secolo, ma la storia non ne segnala tracce (anche se l’ipotesi che Carlo Magno fosse un ammiratore della birra è estremamente suggestiva).

Di provata realtà storica è invece il nobile Jan Primus, un cavaliere fiammingo del XIII secolo il cui nome fu corrotto in Gambrinus. Costui fu non soltanto un brillante uomo d’armi, ma anche politico d’eccezione se è vero che resse in qualità di presidente onorario la corporazione dei birrai di Bruxelles per decenni.

Un altro Jan Primus, questa volta vissuto nel XVI secolo, è attestato storicamente con un ruolo ancora più importante: re del Brabante e delle Fiandre. Egli fu ucciso in un duello da un cavaliere francese che così lo apostrofò: “Che succede? Combattete in due contro di me?”. Un tale stratagemma fece abbassare la guardia a Jan Primus, che si voltò per vedere chi stava combattendo con lui. Il francese ne approfittò per colpirlo alla schiena e ucciderlo. Mentre Jan Primus moriva, il suo avversario gli mormorò: “So che il vostro secondo io era la birra che dà forza, bevuta da voi prima di affrontare il cimento. Avutane paura, ho dovuto colpirvi alle spalle per avere qualche speranza di sopravvivere”. Un martire laico nel segno della birra.

Tavola medioevaleUn’ultima, incredibile ma non per questo impossibile ipotesi, ci narra delle disavventure occorse a un supposto nome originario, Gambrivius, trovato in un manoscritto e letto male da uno stampatore di Anversa, che lo corresse in Gambrinus. Che il nome del dio della birra sia nato come un errore di stampa?